Quando un’azienda decide di intraprendere il percorso di digitalizzazione dei propri archivi cartacei, la domanda più frequente è: “Quanto tempo ci vorrà e come posso essere sicuro che il lavoro proceda correttamente?”.
In Ecodocumenti, crediamo che la fiducia non si chieda, si costruisca. Per questo abbiamo trasformato il concetto di SAL (Stato Avanzamento Lavori) in un vero e proprio ecosistema di trasparenza, basato su dati certi e comunicazioni settimanali.
Ogni settimana, i nostri clienti ricevono un report dettagliato basato sui nostri sistemi interni di monitoraggio. Senza annoiarvi con i tecnicismi della nostra infrastruttura, quello che offriamo è una fotografia reale e oggettiva della lavorazione.
All’interno di questo aggiornamento, condividiamo informazioni cruciali:
Medie di scansione: Il ritmo reale con cui i documenti vengono trasformati in digitale.
Analisi delle criticità: Se incontriamo ostacoli (fogli deteriorati, rilegature complesse), li segnaliamo tempestivamente.
Problem Solving: Documentiamo come abbiamo superato l’intoppo per garantire l’integrità del dato.
Tempi impiegati: Una rendicontazione chiara delle ore dedicate alla vostra commessa.
Siamo spesso tentati di fare paragoni con “medie di settore”. Tuttavia, l’esperienza ci ha insegnato che ogni archivio ha una sua impronta digitale unica. Una stima fedele può essere formulata solo dopo che il nostro team ha preso possesso fisico della documentazione. Fattori come la qualità della carta, la presenza di agenti inquinanti (polvere o umidità) e i diversi formati richiesti rendono ogni progetto una sfida a sé.
Spesso ci capita di confrontarci con potenziali clienti che paragonano i nostri servizi professionali ai prezzi della “copisteria sotto l’ufficio”. Non lo diciamo per presunzione, ma per amara esperienza: siamo dovuti intervenire spesso su archivi già “digitalizzati” da terzi, dove abbiamo trovato standard qualitativi inaccettabili.
Digitalizzare un archivio male equivale a non averlo fatto affatto.
Abbiamo rimosso errori macroscopici in lavorazioni altrui dove:
L’indicizzazione era approssimativa (rendendo impossibile trovare i file).
La qualità delle scansioni era scarsa, con fogli illeggibili o tagliati.
L’OCR (Riconoscimento Ottico dei Caratteri) era errato o inesistente, rendendo il documento un’immagine “morta” non ricercabile.
In questi casi, il cliente ha pagato due volte: la prima per un lavoro inutile, la seconda per il ripristino professionale. Un archivio digitale non deve solo essere una copia, ma deve essere pronto a interagire con le nuove tecnologie. Nel presente (che è già futuro), avere dati strutturati correttamente è la base per integrare software gestionali e intelligenza artificiale. Se la base è errata, l’intera struttura digitale crolla.
Scegliere Ecodocumenti significa avere la certezza che il processo di digitalizzazione non sia una “scatola nera”. Grazie alla nostra reportistica settimanale, il cliente è sempre consapevole dell’andamento dei lavori, rendendo il passaggio dal cartaceo al digitale un processo fluido, senza sorprese e, soprattutto, trasparente.
Il tuo archivio è pronto per le sfide di domani? Non affidarlo al caso.